Vitamina D

Oggi se ne sente parlare in tutte le salse e viene consigliata per curare qualsiasi male… La vitamina D è una vitamina liposolubile che viene accumulata nel fegato e rilasciata dal corpo quando ce n’è necessità.  Distinguiamo due tipi di vitamina D: l’ergocalciferolo (D2), che viene assunto con il cibo, e il colecalciferolo (D3), che viene sintetizzato dal nostro organismo a partire dal colesterolo. In entrambi i casi la vitamina D deve essere convertita all’interno del nostro organismo nella forma attiva, il calcitriolo.

Il nostro organismo è in grado di sintetizzare la vitamina D attraverso l’assorbimento dei raggi del sole operato dalla pelle: i raggi ultravioletti che colpiscono la pelle sono in grado di convertire i precursori della vitamina D in vitamina D che poi verrà attivata tramite idrolisi in calcitriolo, e resa disponibile per l’organismo.

Questa vitamina è importantissima per diverse funzioni del corpo: aumenta la risposta immunitaria, ha un ruolo chiave nella protezione  dal cancro e dalla sclerosi multipla ed è un regolatore del metabolismo del calcio e per questo è utile nell’azione di calcificazione delle ossa. La vitamina D contribuisce inoltre a mantenere nella norma i livelli di calcio e di fosforo nel sangue.

DOVE LA TROVIAMO?

La vitamina D è scarsamente presente negli alimenti; la troviamo in alcuni pesci grassi (aringhe,salmone) latte e derivati, uova, fegato, carne rossa e verdure verdi. L’unica eccezione è data dall’olio di fegato di merluzzo che ne è molto ricco.

QUANTA NE SERVE?

Il fabbisogno giornaliero di vitamina D varia a seconda dell’età. Il fabbisogno giornaliero di vitamina D è di 400 unità al giorno, in assenza di fattori di rischio. Le dosi possono variare e arrivare fino a 1.000 unità al giorno in presenza di fattori di rischio o deficit (gravidanza e allattamento per esempio).

I livelli ematici di vitamina D desiderabili sono compresi tra i 30 e i 60 ng/ml.  La concentrazione è considerata insufficiente se compresa tra 10-30 ng/ml. Mentre si parla di vera e propria carenza quando i livelli scendono al di sotto dei 10 ng/ml. Oggi purtroppo gran parte della popolazione è in deficit di vitamina D (in Italia si è calcolato che circa l’80% di individui sia in deficit) e si stima che la concentrazione media nell’adulto sia di 20 ng/ml (e quindi è meglio integrarla per riportarla ai valori corretti).

IN CASO DI CARENZA

La carenza di vitamina D incide in modo negativo sulla calcificazione delle ossa. Nei bambini per esempio possiamo assistere a fenomeni di rachitismo; nell’adulto invece può essere causa di deformazioni ossee dolorose e osteomalacia (quando la struttura ossea esternamente è integra ma all’interno delle ossa si registra un contenuto minerale insufficiente).

La mancanza di Vitamina D rende anche i denti più deboli e vulnerabili alla carie. Perciò è molto importante tenere sotto controllo i livelli di vitamina D corporei, sia negli adulti che nei bambini, per evitare di incorrere in problemi ossei o di crescita. 

E’ stato recentemente dimostrato da uno studio pubblicato sull’American Journal of Medical Association (JAMA), che l’integrazione di vitamina D superiore al necessario (negli Stati Uniti i livelli di assunzione raccomandati sono di 400 UI al giorno) addirittura 4000 o 10000 UI/die non aveva un impatto favorevole sulla densità ossea o sulla mineralizzazione. Questo sta a sottolineare il fatto che il corpo usa solo quello che gli è necessario e l’eccesso, così come la carenza, non fa mai bene. Perciò ricordiamoci di evitare il “fai da te” anche nell’integrazione e di affidarsi alle mani di un esperto che sappia valutare le reali necessità dell’organismo.

E’ davvero difficile andare in “surplus” vitaminico ma meglio dormire sonni tranquilli e lasciar fare a chi lo sa.

 

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